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Via libera al conto energia FV dopo il parere favorevole della Conferenza Unificata Si chiude il faticoso iter del
"conto energia". In sintesi i contenuti aggiornati del decreto attuativo in via di pubblicazione.
In quanto tempo installeremo i 100 MW fotovoltaici? Stavolta
siamo proprio in dirittura d’arrivo! A quasi un anno dalla scadenza prevista
dal Dlgs. 387, lo scorso 14
luglio l’ultima versione della bozza di decreto che incentiva il kWh
fotovoltaico ha avuto il
parere favorevole della Conferenza Unificata. Il decreto, elaborato dal
Ministero delle Attività
Produttive di concerto con il Ministero dell’Ambiente, definisce il cosiddetto
"conto energia" per il
fotovoltaico, secondo quanto indicato dall'art.7 del Dlgs. 387 del 2003, per
impianti con taglie comprese tra 1 kW e 1.000 kW di potenza. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dovrebbe a questo punto
essere quanto mai prossima. Vediamo in
sintesi i principali contenuti del decreto, aggiornando le indicazioni che
abbiamo riportato sul
precedente numero de Ilsolea360gradi (pag.3). L’incentivazione
per la produzione elettrica da fotovoltaico sarà erogata per 20 anni per
impianti la cui domanda
sia stata inoltrata da persone fisiche e giuridiche, compresi i soggetti pubblici e i condomini di
edifici. Le tariffe per kWh sono definite in base alla taglia dell’impianto
(vedi tabella); per gli
impianti la cui domanda perverrà dal 2007 la tariffa decrescerà del 2%. Il
decreto non considera
nessun incentivo specifico per l'integrazione dell'impianto FV nell'edificio:
gli impianti possono
essere installati anche a terra. Tariffe incentivanti del FV per 20 anni (domande 2005-2006) Impianti di
potenza da 1 a 20 kW 0,45 €/kWh Impianti di
potenza da 20 kW a 50 kW 0,47 €/kWh Impianti di
potenza da 50 kW a 1.000 kW 0,50 €/kWh (valore massimo della tariffa soggetto a gara) Gli impianti
che avranno diritto all’incentivazione saranno solo quelli entrati in esercizio dopo il 30 settembre 2005 e la cui domanda sarà presentata a un
Soggetto Attuatore (indicato dall’Autorità,
forse la Cassa Conguagli Energia) entro le date stabilite (la prima probabile
scadenza potrebbe
essere 31 dicembre, molto più probabilmente il 31 marzo 2006). Il decreto
prevede anche specifiche condizioni per la cumulabilità del
conto energia con altri incentivi (art.12); in particolare, le tariffe
incentivanti sono ridotte del 30% se il soggetto che realizza
l’impianto beneficia della detrazione fiscale; tali tariffe non verranno
erogate se gli impianti hanno
ricevuto incentivi pubblici in conto capitale superiori al 20% del costo di
investimento o se usufruiscono
dei certificati verdi. Va detto che
il conto energia italiano è una sorta di "sistema di
incentivazione ibrido".
Infatti, l’energia
elettrica dall’impianto fotovoltaico potrà essere autoconsumata o immessa nella
rete locale
(quando la produzione eccede il consumo delle proprie utenze) e conteggiata da
un ulteriore
apposito contatore, in modo che il distributore locale potrà scontare dalle
bollette l'elettricità
ricevuta nella propria rete, secondo quanto stabilisce la delibera 224 del 2000 dell’Autorità
che disciplina le condizioni tecnico-economiche del servizio di scambio sul
posto dell’energia
prodotta da impianti FV con potenza non superiore a 20 kW. L’incentivo
tariffario per l’energia
prodotta verrà, quindi, sommato al risparmio reso possibile dall'utilizzo della
stessa energia
elettrica solare, cioè una quantità di energia elettrica non prelevata dalla
rete che non verrà così
contabilizzata in bolletta (il valore di questa energia è grosso modo compreso
tra 0,15- 0,17 € e
0,095-0,080 € per kWh). Per gli impianti con potenza superiore ai 50 kW è previsto invece un meccanismo di gara
della tariffa.
Mentre per le altre due taglie (1-20 e 20-50 kW) l’elenco degli impianti aventi
diritto alla tariffa
incentivante è ordinato secondo la data di presentazione della domanda, nel
caso degli impianti
sopra i 50 kWp la graduatoria è in base al valore della tariffa incentivante
richiesta: la priorità è
data a quelle domande con il valore più basso di tariffa richiesta. Inoltre,
per gli impianti con taglia da
50 a 1.000 kW il soggetto responsabile dell’impianto deve costituire una
cauzione (pari a 1.500
€ per kWp da installare) a titolo di penale in caso di mancata realizzazione dell’impianto
nei termini previsti dal decreto. Quest’ultima disposizione rischia di rendere
fattibili tali progetti solo
per i grandi gruppi industriali. Le domande per tutte le tipologie di impianti dovranno essere inoltrate
trimestralmente al Soggetto
Attuatore entro il 31 marzo, 30 giugno, 30 settembre e 31 dicembre di ciascun
anno. La centralizzazione
della procedura per l'ottenimento della tariffa incentivante potrebbe
comportare tempi più
lunghi nella gestione del progetto rispetto a quelli previsti dal decreto
(art.7 del decreto), che tuttavia
non sono affatto brevi. Le tariffe
incentivanti saranno riconosciute fino a quando la potenza cumulativa di tutti
gli impianti che le
ottengono raggiungerà la quota di 100 MW: 60 MW per gli impianti fino a 50 kWp e
40 MW per gli
impianti da 50 kWp a 1 MWp. Il decreto
stabilisce anche che l’obiettivo nazionale di potenza cumulata da installare
sia al 2015 pari a 300
MW, un valore che secondo gli attuali sviluppi del mercato ci sembra veramente
poco ambizioso. Speriamo
comunque che il decreto sul conto energia sia solo un primo passo per un reale
decollo del
fotovoltaico in Italia che purtroppo patisce un ritardo di oltre un decennio
rispetto alla Germania,
paese leader del settore, che lo scorso ha installato circa 100 MW (quelli
previsti per l’Italia) in
meno di 4 mesi! Cosa accadrà in Italia? Molto dipenderà da come verrà gestito
il programma, in
quanto tempo, dal rispetto delle scadenze, ma sarà determinante che in questo periodo la
tecnologia si sappia conquistare nel nostro paese un’immagine positiva e questo dipenderà
anche dalla qualità degli impianti realizzati. Leonardo Berlen Alcune brevi informazione tecniche 1. Quanto produce un impianto fotovotaico? Tetto FV da 1 kWp (8 m2) a: Energia elettrica generabile in un anno Milano 1.100 kWh per kW Roma 1.300 kWh per kW Trapani 1.600 kWh per kW 2. Qual è la durata di vita di un impianto fotovoltaico? La durata di un sistema FV si aggira intorno ai
30 anni, con un decadimento della produttività negli anni piuttosto limitato. Tuttavia alcuni
esperti in Giappone stimano che un impianto possa produrre energia anche con 80 e più anni di
vita. 3. Un caso semplificato di costo e tempo di rientro economico Ipotesi: Impianto FV residenziale da 2 kWp (16 metri
quadrati di superficie) q Costo chiavi in mano (stima): 13.500 € + IVA 10% = 14.850 € q Produzione in Italia Centrale (2 kW) = 2.600 kWh q Guadagno dalla vendita del kWh FV = 2.600 x 0,45 € = 1.170 € q Risparmio sul costo evitato dell’energia = 2.600 x 0,15 € (costo medio dell’elettricità
per le famiglie) = 390 € q Vantaggio economico totale annuale = 1.170 + 390 = 1.560 € q Tempo di ritorno dell’impianto = 14.850
: 1.560 = 9,5 anni Dopo questo periodo si rientra
dell'investimento e si comincia a guadagnare. |